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Castello di Brolio

Sono certo di non esagerare affermando che Ricasoli sia una delle aziende vitivinicole più rappresentative del Chianti Classico. Proprietaria di oltre 1200 ettari di terreno, dei quali circa 240 a vigneto, la famiglia Ricasoli ha il suo fulcro e residenza storica nel maestoso Castello di Brolio.

 

Il Vino Chianti

In questo scenario, successione di colori e dolci colline in cui lo sguardo si perde ben oltre le torri di Siena, il Barone Bettino Ricasoli ( 1809-1880 ), già presidente del Consiglio dei Ministri per 2 mandati nel dopo Cavour oltre che grande imprenditore agricolo, crea nel 1872 la formula del Vino Chianti, l’attuale Chianti Classico.

Con la consapevolezza e la responsabilità dovuti ad una storia ultra centenaria ( sono del 1600 dei documenti in cui si parla di esportazioni di vini di Brolio verso Amsterdam e l’Inghilterra ), oggi l’azienda è gestita dal Barone Francesco Ricasoli, al quale si deve non solo il continuo sviluppo e la qualità dei vini di Brolio, manche un costante impegno per il mantenimento ed il recupero del paesaggio e degli antichi poderi della famiglia.

Visitare Il Castello

Soltanto la vista di cui si può godere durante una passeggiata lungo le mura del Castello vale il prezzo del biglietto; nelle giornate serene sarà facile scorgere verso sud la Pieve Marsina ed ancora più in la l’inconfondibile profilo di Siena con il Duomo e la Torre del Mangia, mentre volgendo lo sguardo poco più a sinistra si riconosce il casolare dove Liv Tyler ballava diretta dal grande Bertolucci ( ma di questo ne parlerò tra poco ).

Sia che arriviate in macchina o in bici ( il tour in mountain bike elettrica che include la visita al Castello è altamente consigliato dal sottoscritto ), la vostra destinazione è Madonna a Brolio ( Google Maps ); qui troverete un grande parcheggio, il nuovo Agribar e l’ Enoteca; potete decidere di lasciare qua l’ auto e la bici e proseguire a piedi verso il castello, il percorso è in salita ma facile da seguire e per la maggior parte all’ ombra, inoltre vi consente di ammirare il viale alberato le cui curve fanno da scenario ad uno dei passaggi più suggestivi dell’ Eroica ( se non sapete di cosa stia parlando questo link deve essere il vostro prossimo passo ); in alternativa entrate in auto tra le 2 colonne in pietra che portano al Castello e percorre il medesimo viale fino al Castello ( senza fermarsi al primo parcheggio che è quello dell’ Osteria del Castello ), troverete un piccolo parcheggio proprio sotto alla biglietteria ed all’ ingresso.

L’accesso più semplice, economico e senza prenotazione, per visitare il Castello è la Visita dei Giardini del Castello e Degustazione ( durata circa 1 ora ); con un biglietto di 7,50€ ( bambini fino a 12 anni gratis ) avrete accesso, tutti i giorni dalle 10 all 18 ( nel periodo invernale gli orari sono ridotti ma vi rimandiamo al sito del Castello per tutte le info ), ai caratteristici giardini all’ Italiana dalle forme geometriche ed alle mura che circondano Brolio, alla Cappella San Jacopo ed all’ Enoteca con la possibilità di degustare uno dei vini Ricasoli.

Per una visita più approfondita e per poter assaporare a pieno la storia e l’attuale produzione dell’ azienda, il Tour Classico della durata di 2 ore ha un costo di 35€ a persona ( ridotto per ragazzi dai 13 ai 18 anni, senza degustazione – Attenzione: i bambini sotto i 12 anni non sono ammessi a questo tour), inizia alle 10,30 e deve essere prenotato. Comprende la visita guidata del Castello, degli impianti di vinificazione e delle ampie cantine, per concludersi in una sala privata dove potrete assaggiare una selezione dei prodotti Ricasoli.

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L’ Agribar

Da un paio di anni, recuperando dei locali proprio di fronte al’ Enoteca, è stato inaugurato l’ Agribar targato Eroica.

Si tratta di un bar con tavolini all’ aperto dove fare colazione, spuntini o pranzi leggeri e ottimi aperitivi serali, ma non solo; da qui infatti si può ammirare il passaggio della carovana dell’ Eroica sin da prima dell’ alba con buona musica e tanta gente festosa; a partire dalla Primavera vengono organizzati eventi a cadenza settimanale come cene, serate musicali e aperitivi ( il consiglio è quello di seguire la pagina Facebook per essere costantemente aggiornati ).

Infine meritano una citazione l’ arredamento in stile vintage del bar e l’ottima ricerca sui prodotti in vendita nell’ottica di trovare “sostituiti” delle bevande classiche di largo consumo con prodotti locali e regionali, bravi!

 

Io Ballo da Sola

Era il 1996 quando Bernardo Bertolucci scelse la campagna Toscana ed alcuni casolari e ville del Chianti per il suo film Io Ballo da Sola con Liv Tyler.

All’ inizio di questo articolo vi parlavo di uno dei casolari del film ben visibile dalle mura del castello; sarà sufficiente riprendere la macchina e discendere, non verso l’ Enoteca ma nella direzione opposta, verso sud, lungo un lungo e rettilineo viale di cipressi, per arrivare al casolare molto ben riconoscibile dalle scene del film, compresa la vecchia vasca adibita a piscina.

Da qui, proseguendo sulla strada bianca, ci si immette dopo poco in una strada asfaltata in direzione di Pianella; pochi chilometri e dopo una curva vedrete in tutta la sua maestosità il Leccione, luogo della scena finale e clou del film.

Ho creato una mappa con i luoghi sopra descritti e vi includo un video per rinfrescare un pò la memoria, naturalmente in rete è possibile trovare molti approfondimenti sulla pellicola stessa e tutti gli altri luoghi della campagna Senese apparsi nel film ( come la splendida Villa di Geggiano ).

 

 

Il Fantasma del Castello

Segnatevi sul calendario le notti di luna piena, perché la leggenda vuole che proprio in queste occasioni il letto in cui riposava il Barone di Ferro venga trovato disfatto ed sia possibile avvistare nei dintorni di Brolio il fantasma di Bettino Ricasoli, da solo o a cavallo con i sui cani da caccia.

Leggenda o no prova a spiegarcelo Renato Polese, giornalista della Domenica del Corriere, che nel 1965 decise di passare una notte al Castello per vederci chiaro; il fantasma del Barone decise di diventare famoso perché il giornalista raccontò in un articolo di 3 pagine che alla mezzanotte apparve di fronte a lui fissandolo per alcuni interminabili minuti.

Che dire, abbiamo le prove!

 

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